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a cura di Vincenzo Langone

A. Premesse

1 Il globo terrestre conosce
- zone tropicali calde (radiazione solare alta)
- zone intermedie (radiazione solare variabile secondo le stagioni)
- zone polari fredde (radiazione solare bassa o assente)

2. Il globo terrestre conosce
- continenti che si riscaldano e raffreddano rapidamente
- oceani e mari che lo fanno lentamente

3. Latitudine e posizione continentale/oceanica determinano la posizione di campi di pressione
- termiche: dove l'aria sale o scende a causa del caldo o freddo es. Polo ed Equatore
- dinamiche: dove l'aria è constretta a scendere o salire a causa di fattori dinamici es. HP Azzorre

4. La rotazione terrestre causa un movimento verso DESTRA delle correnti con conseguenze:
- attorno agli HP il vento gira in senso orario (con aria che scende -> divergenza)
- attorno alle LP il vento gira in senso antiorario (con aria che sale -> convergenza)

Conseguenza: Durante le differente stagioni i campi di pressione - influenzate dalla radiazione solare e la disposizione delle temperature continenti/oceani - tendono a spostarsi. Ogni stagione conosce le proprie caratteristiche bariche es. piogge monsoniche, LP islandese invernale, ecc


B. Il profilo dei campi di pressione

1. HP:
- l'aria tende a scendere
- è presente una inversione termica (aria non sale se incontra uno strato più caldo!)
- i movimenti verticali (termoconvezione) vengono bloccati dall'inversione
- tempo stabile o bello, oppure nebbioso/nuvoloso d'autunno/inverno

2. LP:
- l'aria tende a salire
- niente inversione termica (aria sempre più fredda quando si sale)
- movimenti verticali possibili
- tempo instabile

C. I tipi di correnti

1. Corrente zonale

Quando a Nord si trovano masse d'aria fredde ed a Sud quelle più calde, con una divisione W-E, parliamo di correnti zonali.

Sull'Europa queste correnti si intensificano quando arriva l'inverno, con scontri termici notevoli tra Polo ed Equatore.

Spesso vengono generate da masse d'aria fredda sull'Islanda con un minimo madre che condiziona il tempo. Sull'Italia è spesso presente un anticiclone.

2. Correnti meridionali

Quando il freddo riesce a penetrare verso Sud, viene messo in moto un meccanismo di azione-reazione. Ogni affondo freddo provoca una rimonta calda. Questa a sua volta genera una nuova colata fredda.

Parliamo di correnti con scambi meridiani del freddo-caldo.

In queste circostanze ci sono delle saccature che condizionano il tempo. Gli anticicloni possono assumere una posizione nordica con episodi freddi fino al Sud Europa.

Per portare l'inverno in Italia, queste correnti sono necessarie.

D. Avvezioni e conseguenze

1. Avvezione calda

Siccome gli HP sono praticamente palloni gonfi d'aria più calda in quota, possiamo dire che

l'avvezione calda alimenta gli HP.

E' come fissare un tubo che gonfia questo pallone. L'aria calda in quota scende, si riscalda e tiene stabile l'inversione termica. L'aria dal suolo non puo' salire oltre questa barriera termica, e :
- d'autunno/inverno spesso si formano nubi stratiforme o banchi di nebbia.
- d'estate vengono bloccati i movimenti termoconvettivi. Soltanto lungo i monti, nei luoghi più caldi/umidi e lungo un fronte qua e là puo' essere rotta l'inversione con nubi pomeridiane o fenomeni

L'Hp che si gonfia prende peso e aumenta la pressione al suolo. Percio' parliamo di alta pressione.

2. Avvezione fredda

Se un HP è un pallone stabile pieno d'aria più calda dei strati più bassi, allora

l'aria fredda, a contatto con un HP, erode questo anticiclone.

Se gli strati più caldi in quota vengono scambiati con strati più freddi, perdiamo la stabilità dell'inversione termica. L'aria puo' tranquillamente salire, le nubi si possono sviluppare e l'HP perde forza. Si forma una bassa pressione con instabilità in aumento.

Siccome l'aria sale, il campo di pressione perde "peso" e parliamo di bassa pressione.

 

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